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diciamo Bastone in Germania Grottesk, in Francia Antique, in Inghilterra Sans Serif. Anche i tipografi tradizionali usano i caratteri trasferibili data la vastità di scelta, per i titoli nei cliché o matrici (Oggi 2002 il computer ha soppiantato i trasferibili. N.d.r.). Attualmente gli stili derivanti dalle famiglie principali sono infiniti, come illimitate sono le elaborazioni fototecniche di essi. E’ sempre un riflesso dell’arte moderna: pittura, architettura, scultura, letteratura. L’avanguardismo ermetico impera; la chiarezza, il figurato non solleticano più nessuno. Così gli artisti, i politici e, perché no, i grafici, si danno da fare. L’uomo trova dei sistemi convenzionali per esprimersi e comunicare, subito dopo li complica per sconfiggere la noia del consueto. Diceva bene Rene Char: Diffida dell’uomo e della sua mania di fare nodi. I caratteri tipografici hanno pure capacità espressiva sulle parole. Ad esempio non si userà mai un carattere d’asta sottile per scrivere acciaio, come si eviterà una scrittura larga e robusta in un titolo come: Fragilità. I caratteri, in sede espressiva, si riallacciano sempre alla loro primogenitura di ideogrammi.

Gli uomini prima sentono il necessario, di poi badano all’utile, appresso avvertiscono il comodo, più innanzi si dilettano del piacere, quindi si dissolvono nel lusso, e finalmente impazzano in istrapazzar le sostanze.
«La scienza nuova» - Gianbattista Vico

CAP. V

GLI STAMPATI TIPOGRAFICI

L’arma più potente dell’ignoranza: la diffusione di materiale stampato.

«Guerra e Pace» - Tolstoj

I LAVORI COMMERCIALI
DEL POPOLO VESUVIANO

Le botteghe artigiane della mia Torre del Greco e di tutta la cintura vesuviana e, beninteso, quelle della capitale del sud, soddisfano in pieno quasi tutte le esigenze relative agli stampati popolari e d’uso domestico, detti così per distinguerli da quelli di uso amministrativo, editoriale, ecc.