CD Torre del Greco

Il primo e l'unico CD multimediale di Torre del Greco. Nel CD i file sono di grosso peso, senza compressioni e limitazioni internet: foto a pieno schermo ad alta definizione stampabili A3, centinaia tra canzoni e brani musicali integrali ascoltabili a tempo reale, effetti grafici e transizioni veloci, proibitive nel web. Uno spettacolo colossale di 6 giorni.  

COME E’ NATA L’IDEA 
DEL CD

In una sera di amarezza, quando un vecchio marittimo mi sparò a bruciapelo due proverbi torresi che ignoravo: ”Turrise, genovise e punzise, uno per’ ogni paise.”, ”A fa’ bene nun sta bene, a fa male nun c’e male.”. Potrei azzardare che noi torresi diamo l’impressione di individui con un quotidiano desiderio di rivalsa per torti, come dire, immaginari, ricevuti da tutti e da nessuno.
Questo senso competitivo, però, ci induce a fare, ci rende creativi, produttivi, individualmente siamo talvolta dei geni, primi nel mondo, ma messi assieme perdiamo potere trincerandoci dietro l’autarchia e talvolta la tesaurizzazione. Nei templi, ad esempio, preghiamo intensamente; contriti, ma per noi e con noi. Il ”mio” Dio lo abbiamo inventato a Torre. Emendiamo la religione come nessuno al mondo. Siamo i più grandi conciliatori di difetti e virtù, anche essendo cattolicissimi; retaggio di una cultura umanistica di stampo francescano. Come marittimi abbiamo raccolto nel mondo tutti i pregi e tutti i difetti del globo. Quali marittimi, forse abbiamo mancato con l’incostante nostra figura di padre e con il pizzico di matriarcato che ne consegue? Questa fatica elettronica vuol’essere una goccia nell’oceano come quella famosa di Madre Teresa; lavoro non facile, credetemi, eseguito per mesi, spesso di notte per conciliarlo con la mia attività quotidiana di tipografo. Tutto perché amo la mia città, i miei torresi anche così come siamo e non ci cambierei. Se dovessi rinascere pregherei il Signore di rivenire alla luce qui, per, qui, gioire, soffrire e morire.

GLI ARGOMENTI


Gli argomenti che ho trattato nel CD sono relativi ad una Torre del Greco quasi scomparsa che i giovani non solo non conoscono, ma che non si sentono stimolati a conoscere, perché è lontana anni luce dal loro clichè epocale, dal modello sociale degli odierni mass-media. Non perché i giovani torresi d’oggi non abbiano sentimento, anzi, quello ce l’hanno più degli anziani ed è autentico, anche se compromesso dall’ipocrisia epocale e spesso precluso da drenaggi catarsici. Oggi è tutto facile e scontato. Diciamo liberamente che il sentimento dei giovani del dopoguerra era sempre un ibrido di cuore e sesso, ”grazie” alle repressioni e al bigottismo di un tempo. Allora il ”drenaggio” agognato era fisiologico in maniera prioritaria, comunque mai dissociato dal sentimento. Ma quello che mi sconcerta è che i giovani non sono nemmeno più stimolati dalla curiosità. Sarà perché in questo lavoro l’ho troppo buttata sul culturale che oggi vale a dire noia.

LE FESTE TORRESI

Chi può stimolare, ad esempio, la festa della Croce e dei Santi di Torre del Greco, se non gli ”anta” che l’hanno vissuta. Fu soppressa negli anni 50. Secondo me la Festa rappresenta la soglia tra la vecchia Torre del Greco buona, amorevole, romantica e quella, per così dire, pragmatizzata, tecnicistica (per non dire altro) dei giorni nostri. La nostra città riconquisterebbe i vecchi splendori solo se una mattina, svegliandoci, al posto delle migliaia di automobili lungo le strade rivedremmo le numerose statue dei Santi che a maggio invadevano le strade; l’unico inquinamento era l’alito umano.
Inoltre è trattata ampiamente la più importante festa di Torre del Greco, quella dei Quattro Altari, nata come celebrazione dell’eucarestia. Essa trae infatti origine dalla solennità del Corpus Domini. Come la Festa dei Santi nel CD questa sezione è ricca di foto e letture.
Non manca la Festa dell’Immacolata. L’8 Dicembre del 1861 una terribile eruzione vesuviana sconvolse Torre del Greco. Gli storici raccontano che i torresi si rivolsero all’Immacolata facendole voto di portare la sua immagine in processione su un carro trionfale. I testimoni sono concordi nel dire che la lava si arrestò prodigiosamente. Vi sono in questa sezione le foto di tutti i carri sin dal primo, costruito nel 1862.
Conclude la sezione ”feste” la venuta del Papa a Torre.

LE LETTURE

Il CD é zeppo di letture, anche perché il testo occupa poco spazio. Negli anni settanta con Franco Penza, ventenni e col fuoco del Vesuvio diritto sotto al culo, pubblicavamo ora ”Il penzatore”, ora l’Infinito”, piccole testate con una caratteristica rara, quella di non essere ”legate” a nessuno. Pur nati a Torre, i nostri cognomi Penza e Mari, dimostrano l’assenza di legami torresi di casta o affiliazioni politiche o d’altro genere. Eravamo scalzi liberi, ”scapigliati” e pieni d’entusiasmo, illusi di poter donchisciottescamente mutare l’animo dei volponi detentori del potere. Questo ci consentiva di gustare la liberta sparando a zero con la satira.Quello che mi fa male, pero, è che negli articoli dell’epoca, che ripropongo nel CD con deliziosi sottofondi musicali, non fu interpretata l’arguzia, l’ironia, la satira, insomma la maschera che celava un grande desiderio di mutare le brutture caratteriali locali ed epocali in genere, anche se i testi sono un po’ generalizzanti e gonfiati, iperbolici, ampollosi per un fatto estetico, con uno stile volutamente logorroico, ripetitivo, ambiguo, ma come fatto d’arte. Se ne vedeva solo e nient’altro che denigrazione, anticampanilismo. Nulla del grande amore per la nostra città e per i nostri torresi che ci scoppiava nel cuore.

LA NARRATIVA

Altre letture sottolineano i moduli edonistici consolidati a Torre, che fanno leva sulla ”grancassa” legata al modello sociale planetario di benessere illusorio, attraverso espedienti come il risparmio ottenuto coi prodotti di serie, o l'adescamento dei supermercati, numerosi a Torre, che eliminano perdite di tempo "prezioso", utilizzato, poi, per i giorni di lotta, atta a procurarsi altro danaro, e ancora risparmiare al solo scopo di rispendere con la conseguente perdita dei sostegni psichici (alias "valori di una volta") panacea per il vecchio insoluto esistenziale: la caducità umana con probabile assenza salvifica post-mortale. Altre letture si chiedono dov’e finito il vociare logorroico, nelle due piazzette torresi, delle sode e belle massaie, ignare dell’ossessione di scippi od estorsioni; e il gesticolare delle ragazze, chissà perché, sempre copiose di forme. Ahimé, oggi i tepidi soli primaverili diventavano dardi infuocati dal ”buco termico” ; il contatto epidermico sulle rocce vesuviane sparse nella città non risente più dell’antico, soave tepore. Il cavalleresco, l’eroico, il romantico del corteggiamento si tramuta in foggia di stampo psicanalitico. Le fresche, candide fantasie adolescenziali si contorcono, prendono forma dottrinale, da barbassoro.

RADIO VIRTUALE

E’ presente una radio virtuale nel CD dove è possibile sintonizzare vari argomenti. Si possono ascoltare poesie, proverbi, filastrocche dei nonni, voci antiche di venditori ambulanti: ”’0 conciatiane, ’o conciambrelle”; ”’E tenevo ’a rete ’o pagliaro ’e ppullanghelle arrustute, spighe d’oro”; ”’E nnanasse, ’e nnanasse, cu ’a figlia faccio ammore e cu ’a mamma me spasso”; ”Fa cavure a mmare, ih c’alice, teng’argiento ’nda spasella”; Fattillo c ”o limone ’o pesce ”; ”So ’ chine ’e fuoco ’e mellune. Teneno ’o guoco d ”o Vesuvio. S’e appicciato ’o ciuccio cu ttutt’a carretta ”. Oggi le voci sono sommesse, gridano le armi, la violenza fisica e morale, la sopraffazione e la prevaricazione. Le coscienze sono smarrite e disorientate. Ciò che si vede e si sente per la strada spesso non è gradevole. Talvolta saltano fuori argomenti pregni di lordura e di squallore.

I PERSONAGGI
CARATTERISTICI

In questa sezione compaiono foto e notizie dei personaggi torresi autentici. Mi ha ispirato Vittorio Vitiello. Egli è uno che quando si emoziona mostra il braccio con i peli rizzati. Sta sempre con quel braccio pronto quando naviga nel CD e gli brillano i lucciconi. Mi ha fornito, tra l’altro, le foto della festa dei Santi. Vittorio è senz’altro un autentico rappresentante di quella Torre che non c’è più. Egli riprende il carro dell’Immacolata come nemmeno la RAI sa fare. In mano non regge la macchina da presa, ma il suo terzo occhio. Col suo giocattolone da ripresa immortala ogni ”azione” della sua città, senza luci, senza ciak, per gridare a tutti: questo l’ho fatto io, vedete, questa è la mia città, quella che ho avuta nel cuore pure quand’ero sugli oceani, per lunghi mesi. Chi non comprende questi personaggi genuini, candidi (come Vittorio con la sua ”vocazione”) ignora i valori umani e sociali della vecchia Torre del Greco, vive in una dimensione troppo adulta e bivacca nel moderno contesto di una città contenitore.

LO SPORT
LA TURRIS

Sono leggibili a forma di tomo gli appunti di storia della Turris tratti liberamente e per cortese concessione dell’autore dal libro: ”La Turris 1944/1994”, cinquant’anni di calcio a Torre del Greco di Giuseppe Picciano. Il seguito è a cura di Antonio Abbagnano. Su Internet: www.bip.it/turris.Chiaramente non mancano le foto antiche della squadra. Vi sono tutte le dirigenze e le formazioni. Testo utilissimo per le ricerche. Infatti tutti i testi e le foto riguardanti Torre sono stampabili.

 

IL TEATRO
TORRESE

Volutamente non vi è una cronologia ben precisa, né una settorialità nell’esposizione delle immagini di scena perché il teatro è uno, e non ha tempo, e cioè un apografo della vita, ed i suoi attori sono seminati nel tempo, senza epoca, né una propria identità, perché il teatro è il popolo, l’attore e solo il suo degno tramite.

E’ stato ampiamente ricordato il compianto Lucio Beffi, col suo ”terrazzo saraceno con la pancia di pece nera”. Il covo della sua infanzia. E Lucio lì nutriva la sua fantasia di artista perché aveva solo due alternative: riscendere giù tra convenzioni, compromessi e dolori della sua terra oppure sublimare i suoi ideali spiccando il volo verso il cielo infinito. Da qui si dipana una vita spesa per 1’arte nel tentativo di imparare a volare, cioè spiccare un salto verso la libertà. Oni sua ascesa, ogni successo era un battito d’ali, era una speranza in più per il suo popolo, così allegro, così geniale ma spesso così sfortunato.
Inoltre Elio Polimeno recentemente scomparso. Nell’80 comparve sull’uscio della mia tipografia di Via Purgatorio, e con quel tono stentoreo, ma in quel torrese esasperato disse: ”Hai fatto nu libbero ’i fotografia r”a Torre e proprio a mme nun m’attocca?”. Addio Elio, spero di rivederti, un giorno, capisci a mme, e ti porterò questo CD, la nostra Torre, perché t’attocca.
E centinaia di filodrammatici. Io sono certo che se il Signore, al posto di Abramo, avesse scelto Gianni Pernice per la fatidica prova egli mai avrebbe ucciso o tradito il teatro; ma quello che è sorprendente: il Grande Vecchio, l’avrebbe perdonato. Avreste dovuto vederlo, nel mio studio, totalmente rapito dall’esecuzione dimostrativa del settore teatro del CD Torre, bastava guardare Gianni in viso. La sua non era piu una fronte, ma un sipario, i suoi occhi due fari puntati sulle tavole, la sua bocca la botola del suggeritore, le sue orecchie le quinte. Era egli stesso la materializzazione di una ”missione” d’arte durata sessant’anni.

L’ARTE
DEL CORALLO

Torre del Greco pullula di artisti. Poeti, scrittori, ma soprattutto pittori. La nostra terra ha antichissime tradizioni culturali, tutta la Campania rigurgita di Arte e cultura. Certo Torre non ci ha dato Michelangeli o Raffaelli, ma ancora ci da gli artisti del corallo primi nel mondo, in assoluto. Vi è la storia dell’Istituto d’Arte con numerose immagini di opere in corallo, cammeo, madreperla, ecc., e foto d’epoca.

STORIA DI TORRE

Una storia di Torre del Greco che vuol essere quasi un incentivo per approfondimenti maggiori da farsi con i testi citati nella sezione Letteratura della pubblicazione elettronica. Libri scritti da nostri illustri concittadini, di cui abbiamo fatto tesoro per queste ricerche. Auguriamo un futuro migliore a questa antica, meravigliosa, quanto martoriata città, posta su una delle coste più belle del mondo.

LA LETTERATURA

Torre del Greco vanta una vasta tradizione letteraria. Qui mi limito ad esporne l'aspetto bibliografico per ragioni di snellezza del veicolo elettronico che trasporta il mio lavoro. I libri che citano Torre del Greco o che ne riportano notizie sono centinaia; tratto solo quelli scitti per Torre e su Torre.

LA MUSICA

Nel CD sono presenti 10 brani musicali integrali famosi antichi 200-800, magistralmente eseguiti dal gruppo "Napoli Antica"; 10 canzoni torresi integrali di Giuseppe Raiola autore di parole e musica tra cui la famosa "Curallina" cantati da professionisti. Inoltre accompagnano le varie sezioni in sottofondo oltre 50 brani di musica immortale 700-800 eseguiti dal vivo dal M° Pignatelli e 10 arie liriche famose 700-800 eseguite dal soprano Scognamiglio.

VARIE

Vi sono tanti altri argomenti e sezioni sparsi qua e là nei meandri di questo minuscolo supporto elettronico che comprime una larga messe di cose torresi.

CONCLUSIONE

Quando pubblicai i libri "Da Magonza a Torre del Greco" e "Torre antica come messaggio d'amore" un solo torrese venne in tipografia e, abbracciandomi, mi disse: sei un poeta. Dopo l'esperienza giornalistica degli anni 70, dove tutta la fatica letteraria veniva premiata con il dileggio per qualche refuso o una svista ortografica, non mi aspettavo un apprezzamento tale, e soprattutto da un addetto ai lavori. A Torre non è sufficiente il "nemo propheta in patria", se crei qualcosa di valido, di efficace vieni isolato, tenuto a bada, come se il fatto d'arte fosse monogamico, monopolistico. Ma quello che mi stupì di più fu l'appellativo "poeta" per libri: l'uno ibrido con l'ossatura tecnicistica, con saggistica e narrativa; e l'altro a priorità iconografica. Una cosa è conoscere, ma l'altra è prendere la consapevolezza che la poesia non è solo nei versi. Questa volta lo dico io, anche se non dovrei, credete, in questo CD la pregnanza poetica è prioritaria, forse non di primo acchito, un po' come accade con la musica immortale, ascoltata la terza volta te ne innamori. Il merito non è mio, è di tutti i torresi, con i loro volti nelle foto d'anteguerra, le loro strade, il loro porto, le loro tradizioni, il loro folklore. E' la città che ha sprigionato arte, e né l'una e né l'altra sono mie, sono di noi tutti.

                                                            Luigi Mari